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Acquisto seconda casa all'estero: spese, tasse e convenienza

Il mercato immobiliare che riguarda gli acquisti dall’Italia verso l’estero ha fatto registrare, negli ultimi anni, un buon tasso di crescita. Le motivazioni sono diverse. Innanzitutto ci sono le case per le vacanze di chi ha una buona posizione economica e può permettersi un investimento del genere. In seconda fila ci sono gli investitori che acquistano immobili, in genere in zone turistiche, per poi affittarli. Una fetta, sempre più cospicua, invece è interessata all’acquisto di una casa all’estero per trasferirsi.

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Europa dell'Est e Stati Uniti

Contrariamente a quanto si pensa, però, l’investimento è bene dirigerlo nei paesi emergenti, soprattutto dell'Est Europa, dove il ritorno medio per immobile in una zona turistica è dalle tre alle quattro volte superiore allo stesso tipo di investimento fatto in Italia. L’unica città occidentale, relativamente all’Europa, in cui conviene ancora acquistare, non tanto per il rendimento quanto per i costi della transazione, è Londra.

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Possono essere interessanti anche gli investimenti nei paesi dove il dollaro è la moneta corrente o accettata. In primis, ovviamente, c’è l’America. In particolare la Florida garantisce ottimi rientri. C’è da mettere nel conto, però, anche il fatto che per andare a controllare lo stato dell’immobile ci sarà da fare un viaggio intercontinentale.

Spese e Tasse

Per quanto riguarda le spese da sostenere in fase di acquisto non sono molto dissimili da quelle italiane. In ogni caso è preferibile rivolgersi agli uffici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione per farsi indirizzare presso agenzie ed uffici in loco che possano seguire la pratica. Indispensabile, comunque, andare sul posto per controllare che l’appartamento sia corrispondente a quello che desiderate acquistare.

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Il discorso cambia per quanto riguarda le tasse. C’è da versare la tassazione sul posto che ovviamente cambia da paese a paese, e poi ci sono da pagare le tasse in Italia. La tassa è l’IVIE che corrisponde allo 0.76% del valore dell’immobile, 0.40% se l’abitazione è usata per lavoro o studio all’estero, e si paga solo se superiore ai 200 euro. Chiaramente l’immobile va inserito nella dichiarazione dei redditi ed influisce sulla tassazione generale del reddito.

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