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Affitti studenti: sempre più cari sempre più 'neri'!

Fra le categorie sociali più deboli, oltre ad anziani ed extracomunitari, non dimentichiamo gli studenti. In Italia, per i quasi 400.000 studenti fuori sede, esistono poco più di 50.000 posti nelle residenze universitarie. Ciò vuol dire un letto ogni 8 persone!

Gli studenti devono allora affidarsi al mercato privato delle case in affitto dove si denunciano situazioni ai limiti della vivibilità e della legalità: contratti elevati in nero per stanze ricavate in scantinati. Il problema però è che queste situazioni limite non si denunciano affatto. Si accettano le condizioni perché non si hanno alternative e si ha paura di perdere casa.

Per far fronte a ciò il Sunia, Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari, ha chiesto al Comune di Roma di mettere a disposizione un centinaio alloggi per quegli studenti che decidono di denunciare le situazioni di illegalità in cui vivono. Certo, visto le cifre di cui sopra,100 alloggi dicono ben poco, ma ciò non toglie importanza all'iniziativa che potrebbe essere riprodotta in altre città universitarie, magari combinata con proposte di diversa natura.

Ad esempio quella dell'Indap, che si è fatta avanti con l'iniziativa 'Nonno house': elargire un contributo ai pensionati statali che ospitano in casa propria studenti fuori sede. Proposta originale ed interessante, ma bisognerà vedere come risponderanno gli studenti.

È chiaro infatti che uno studente preferirebbe condividere con altri coetanei, ma non tutti in questi tempi riescono più a coprire i prezzi proibitivi degli affitti nelle città universitarie italiane. Per un posto in camera doppia si parte da un minimo di 260 euro, mentre per una singola arrivano a chiederne fino a 700. Andando avanti in questo modo, il diritto allo studio in Italia diventa sempre meno un diritto di tutti e sempre più un privilegio di pochi.

(foto © blog.panorama.it)

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