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Affitti Verona: tengono i prezzi, cresce il canone concordato

La città di Verona si è mossa in controtendenza rispetto alla media nazionale sul fronte delle locazioni nel corso della prima metà dell'anno, come emerso dalle analisi a cura dell'ufficio studi Tecnocasa. Contro una variazione tendenziale al ribasso registrata nelle grandi città, il mercato scaligero ha registrato infatti un aumento dei canoni pari allo 0,3% nel caso dei bilocali e allo 0,7% in riferimento ai trilocali.

A livello nazionale, oltre un terzo dei nuovi contratti sottoscritti avrebbe privilegiato la tipologia a canone concordato, categoria risultata in significativa espansione come rilevato anche da uno studio targato Nomisma e che ad oggi rappresenterebbe circa il 36% del totale. A Verona, in particolare, il contratto a canone concordato avrebbe raccolto il 30% dei favori.

Largamente più diffuso risulta il contratto libero, adottato dal 52% dei contratti nazionali contro il 14% rappresentato dai contratti transitori, con alcune significative eccezioni, tra le più evidenti la città di Bologna dove il canone concordato conquista l'80% del monte complessivo. A Padova lo stesso dato passa al 50% contro il 32 % di Torino il 32% e il 30% Trieste.

Il contratto a canone concordato, frutto di accordi specifici tra le associazioni di proprietari e inquilini del territorio, consente all'inquilino di pagare un affitto inferiore ai livelli di mercato usufruendo di detrazioni ai fini Irpef in caso di abitazione principale. Sul fronte delle agevolazioni spettanti al proprietario, la deduzione Irpef complessiva sale al 40,5% contro il 15% del contratto libero, accanto all'agevolazione sull'imposta di registro e il rimborso totale dell'Ici.

(foto-©-Swh via Flickr)

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