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Affitto casa: le agevolazioni degli altri

Quali sono le possibilità concretamente offerte ai giovani che intendono uscire di casa affrancandosi così dalla poco lusinghiera etichetta di 'bamboccioni' tanto in voga di questi tempi? Sfortunatamente il nostro Paese non sembrerebbe spiccare particolarmente in questo senso, specie nel confronto con Paesi quali Spagna, Francia, Olanda e Germania.

Agli orecchi di molti, ad esempio, potrebbe suonare di sicuro interesse il concetto di 'reddito base per emancipazione' attivo in Spagna, dove a tutti gli under 30 con reddito inferiore ai 22mila euro annui lordi viene garantito in automatico un contributo mensile di 210 euro per l'affitto per un massimo di quattro anni, in aggiunta a 720 euro per coprire spese di anticipo e fidejussione.

In Francia il contributo premia i giovani fino ai 25 anni d'età sia in caso di affitto da privati che di contratti di locazione convenzionati con lo stato. Anche qui vale naturalmente la regola del basso reddito, che in Olanda porta l'ammontare del sussidio intorno ai 1.700 euro mensili.

La possibilità di beneficiare di un sostegno all'affitto esiste anche in Germania, dove i giovani possono alloggiare anche presso alloggi pubblici a canone ridotto. In assenza di misure paragonabili, non stupisce poi molto che, specie in uno scenario di crisi, la percentuale di giovani nostrani che propendono per mantenere le basi nella casa d'origine risulti in aumento.

I dati di lungo corso parlano non a caso di un'espansione di questa percentuale nel corso degli ultimi vent'anni, sia in riferimento ai giovani – ma neanche troppo - di età compresa tra i 30 e i 34 anni, sia nel caso della fascia d'età estesa dai 18 ai 34, dove a guardare con preoccupazione all'eventualità di fare definitivamente le valigie sono il 59% dei giovani in più.

(foto © Rex features)

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