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Affitto: i canoni più alti a Roma e Milano

Il desiderio più diffuso è quello di possedere una casa propria, in linea con la consolidata equazione tra stabilità e proprietà del mattone: rispetto a una media europea del 35%, solo il 19% delle famiglie italiane sceglie infatti l'affitto. Chi si rivolge al mercato della locazione lo fa nella metà dei casi per garantirsi l'abitazione principale, mentre il 30% deve soddisfare un'esigenza lavorativa (lo stesso dato sale intorno al 60% a Napoli e Campobasso) e nel 20% dei casi una motivazione di studio, un target quest'ultimo che nelle città universitarie può arrivare ad assorbire anche il 40% del mercato.

Nella stragrande maggioranza dei casi (circa il 44%) il contratto stipulato segue la formula 4+4, con possibilità di rinnovo dopo i primi quattro anni, mentre il 27% degli affitti è basato su contratti transitori. Il canone concordato copre circa il 25% dei casi ed espande la sua quota di competenza in città come Bologna e Firenze, dove si aggiudica rispettivamente il 77% e il 56% delle preferenze.

La dinamica dei canoni vede le città di Ancona, Roma e Trento tra quelle più colpite dagli incrementi, mentre a perdere di più della media nazionale sono i contratti di Napoli, Genova e Cagliari. La città eterna risulta più esosa rispetto a Milano: nel primo caso l'affitto medio costa dai 30 agli 80 euro in più, ossia circa 987 euro per una casa arredata contro i 957 richiesti nel capoluogo lombardo.

Le medie rispettive scendono a 700 euro a Firenze, 686 a Venezia e 616 euro a Napoli. Il tempo mediamente necessario per pervenire alla firma del contratto è di 1,6 mesi nel caso delle abitazioni nuove mentre le tipologie più datate richiedono indicativamente 2,3 mesi.

(foto © affitto-roma)

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