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La bolla immobiliare in Italia nel 2012

Come è accaduto in alcuni Paesi stranieri il risparmiatore si domanda se la bolla immobiliare in Italia nel 2012 scoppierà. L'ipotesi è che l'italiano da compratore di immobili si trasformi in venditore per la difficoltà di accesso al credito e per le eccessive tasse su prima e seconda casa. Il mattone sembra non essere più il bene rifugio.

Calo delle compravendite e tempi maggiori

Il direttore del Censis Giuseppe Roma ha dichiarato che le famiglie, a causa dei problemi economici e della difficoltà di accesso al credito, potrebbero trovarsi a vendere le seconde case e, in alcune situazioni, anche le prime. A tutto ciò non è estranea la tassazione dell'Imu sulle prime e seconde case: tra tasse, bollette da pagare e mutuo molti italiani rischiano di non farcela e di trasformarsi da compratori in venditori. Giuseppe Roma vede una inversione di tendenza nel trend del comparto immobiliare che si tramuterà, entro la fine dell'anno, in un abbattimento dei prezzi degli immobili che andrà dal 20 al 50%. Se tra il 2004 e il 2007 si sono vendute circa 828.000 abitazioni, nel 2011 il volume delle compravendite si è attestato sulle 595.000 unità con un abbattimento dei prezzi del 4%. Sempre secondo il direttore del Censis saranno il ceto medio e le periferia delle grandi città ad essere maggiormente penalizzati dal fenomeno riguardante la bolla immobiliare in Italia nel 2012.

Anche Nomisma, l'Osservatorio bolognese, nel Rapporto sul Mercato Immobiliare 2012 sostiene che il mercato degli immobili subirà una stagnazione e Milano è la città con immobili facilmente monetizzabili mentre Palermo si colloca all'opposto della graduatoria.

San Remo: secondo il Sole 24 ore, che ha pubblicato una indagine di Privatamente.it, anche le case di pregio hanno subito una diminuzione dei prezzi che vanno dallo 0,96% di San Remo al 4% di Courmayeur.

Il portale di annunci immobiliari Idealista.it afferma che gli sconti sugli annunci sono stati di questa portata:

Roma: scesi i prezzi per le case della provincia, in alcuni casi fino al 17% ma anche di alcuni immobili di prestigio intorno a Piazza Navona (-10%) e Piazza Re di Roma.

Torino: dal 3% in meno della zona centrale al 13% della zona sud-ovest: anche questa città ha visto una limatura. Lo sconto medio è stato del 10,8%.

Napoli: meno 8,6% in provincia e in periferia con punte fino al 17% nel centro storico. Sostanzialmente stabili gli altri prezzi.

Ogni anno nuove famiglie cercano casa

La Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) afferma che l'Imu aumenterà la pressione fiscale ma non creerà una bolla immobiliare in quanto ogni anno ci sono circa 330.000 nuove famiglie che cercano casa e grazie a queste, pur calando le compravendite, i prezzi rimarranno stabili.

La bolla immobiliare, in Italia, nel 2012, non è scoppiata anche se c'è stato un calo molto forte delle transazioni che per essere portate a termine necessitano di un tempo maggiore rispetto al passato.

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