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Bonus sulle ristrutturazioni edilizie: proroga per tutto il 2015

La legge di stabilità del 2014 ha approvato la proroga a tutto il 2015 per quanto riguarda le detrazioni fiscali nell’ambito delle ristrutturazioni edilizie. Una decisione che ha una base politico economica molto chiaro. L’obiettivo è quello di mantenere in modo un settore basilare come quello dell’edilizia da un lato e dall’altro incentivare i privati cittadini a ristrutturare le proprie abitazioni a fronte di un deciso risparmio fiscale.

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I settori beneficiati dalle detrazioni

Nello specifico la proroga riguarda non solo i lavori di ristrutturazione ma anche altri settori merceologici. In particolare quello dei mobili, quello dei grandi elettrodomestici e quello dei lavori che riguardano il settore del risparmio energetico. Un ragionamento a parte va fatto per gli interventi antisismici qualificati la cui detrazione è rimasta immutata e quindi pari al 65% per Irpef ed Ires. Permane, per l’ultimo anno, la detrazione che riguarda gli spazi verdi delle parti comuni condominiali.

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Il primo effetto delle proroghe è che non sarà necessario modificare i riferimenti normativi da indicare nei bonifici. La norma agevolativi, quindi, resta l’articolo 1, commi da 344 a 347, della Legge 296/2006. Per le ristrutturazioni edilizie, le misure antisismiche “qualificate” e l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici va indicato l’articolo 16-bis del Tuir.

L'ammontare delle detrazioni

In termini pratici le detrazioni sono le seguenti. Per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione ammontano al 50% dell’imponibile Irpef. Lo stesso ammontare è stato stabilito sia per quanto riguarda l’acquisto di mobili sia per quanto riguarda l’acquisto di grandi elettrodomestici.

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La nuova proroga ha dato adito a diverse discussioni, soprattutto sull’opportunità di una ulteriore proroga anche per il 2016. Considerando quando avvenuto in passato ed analizzando la situazione economica del paese non è da escludere che anche per il 2016 si possa pensare ad una proroga, magari con delle detrazioni inferiori così come è avvenuto per alcuni ambiti che sono passati dal 65% al 50% dell’Irpef.

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