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Case di lusso: è boom degli investimenti del Dragone

Tokyo, Hong Kong, Londra, Parigi, New York. Sono solo alcune delle mete d’elezione degli investimenti cinesi nel residenziale di lusso, fattore in continua ascesa cui il quotidiano britannico Daily Telegraph ha dedicato un’ampia panoramica. Nonostante il supposto divieto di superare la soglia dei 50mila dollari esportabili a testa ogni anno sembra che mediamente un quinto degli investimenti espressi dai cinesi più benestanti tenda a concentrarsi proprio sul settore immobiliare con una chiara predilezione per le destinazioni estere di pregio.

Un trend evidente soprattutto in Estremo Oriente, con porzioni del mercato del lusso in quota cinese pari al 10% a Tokio nei primi nove mesi dell’anno (contro l’8% del 2009) e al 35% a Hong Kong (+5%), a fronte del 20% registrato a Sydney (+7%). Molto più ridotte le corrispondenti quote in Europa e America, dove Londra, New York e Parigi si segnalano rispettivamente per l’1%, lo 0,75% e lo 0,50% di immobili acquistati.

La scelta dell’investimento dipende largamente dalla prossimità a luoghi simbolo del benessere o ai centri più prestigiosi per l’educazione dei propri figli, mentre non è rara la tendenza ad aggiudicarsi interi isolati al centro di interventi di restauro o appartamenti di nuova costruzione a scopo d’investimento.

Se negli Stati Uniti e in Canada l’acquisto degli immobili è spesso percepito come lasciapassare al diritto alla residenza, l’attrattiva del Giappone è più legata alla casa vacanza mentre tra le location più gettonate per l’acquisto delle case di super-lusso di fanno sempre più strada anche Singapore e Malesia. Ad Hong Kong le autorità locali starebbero addirittura meditando eventuali misure restrittive alla luce del terzo di immobili di valore superiore al milione di dollari passato in mano cinese nell’ultimo anno nonché di un’inarrestabile lievitazione dei prezzi.

(foto © iqpremium via Flickr)

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