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Case fantasma: ultimi giorni per la regolarizzazione catastale

Il decreto sul federalismo municipale, in vigore dal 7 aprile 2011, sta già dando i suoi frutti, soprattutto in materia di evasione fiscale. Ad esserne maggiormante interessati i proprietari di immobili non in regola con le norme catastali, dette case fantasma, che in questi giorni stanno subendo un notevole giro di vite.

Si tratta di case e fabbricati di fatto esistenti sul territorio ma che non risultano sulle mappe catastali. Dopo quattro anni di rilevazioni aeree e la creazione di mappe ortografiche, sono emerse numerose differenze tra le mappe catastali dei territori esaminati e le reali condizioni delle cosiddette particelle, rilevate dalle foto aeree. Di conseguenza sono stati scoperti circa 2,8 milioni di fabbricati ancora da regolarizzare che, se non denunciate all'agenzia del Territorio, incorrono a una serie di penalità a partire dal prossimo 1° maggio.

Per prima cosa, i proprietari degli immobili interessati sono chiamati a denunciare la nuova situazione catastale presso l'ufficio provinciale dell'agenzia del Territorio, tramite un professionista (geometra, ingegnere, architetto, perito agrario, etc.) iscritto all'albo, in modo da aggiornare la mappa catastale e vedersi assegnare la rendita catastale da corrispondere secondo le norme vigenti.

In seguito il proprietario è tenuto a pagare le imposte pregresse di Ici, Irpef e Ires per regolarizzare la sua posizione fiscale, dalla data di regolarizzazione fino ai cinque anni precedenti, avvalendosi del "ravvedimento operoso", che riduce comunque l'importo della sanzione. In ultimo, il proprietario deve richiedere la conformità urbanistica presso il proprio comune di appartenenza e pagare così la cosiddetta "sanatoria".

In una recente statistica è emerso che la maggior parte delle case fantasma sono edifici prettamente rurali, per cui la regolarizzazione diventa più facile e meno costosa, in quanto, in questi casi, vengono applicate le sanzioni più basse, da un minimo di 516 euro in sù (purchè rispettino la destinazione prevista dal piano regolatore locale).

Stessa procedura per ciò che riguarda i fabbricati di tipo civile o industriale, con l'addizionale degli oneri di urbanizzazione. Se invece i fabbricati sono stati costruiti in zone protette, non incluse dal piano regolatore, si incorre a una denuncia penale che comporta anche la demolizione dell'immobile. Se il proprietario non provvede personalmente alla regolarizzazione catastale, sarà l'agenzia del Territorio a provvedere all'accertamento, con ulteriori spese a carico del proprietario e sanzioni più pesanti per la mancata denuncia.

Il termine fissato per la regolarizzazione è per il 1° maggio, dopodichè scatterà l'accertamento da parte dei Comuni che, nella maggior parte dei casi però, saranno costretti a confrontarsi con un dilagante e mai opportunamente censurato abusivismo di cui sono spesso responsabili.

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