Excite

Le case popolari alla periferia di Napoli

Le costruzioni nate nella zona orientale di Napoli hanno dato luogo alla nascita di veri e propri quartieri popolari. I primi caseggiati risalgono agli inizi del secolo scorso, quando la necessità di creare soluzioni abitative per i meno abbienti fa nascere l'IACP, Istituto Autonomo Case Popolari a Napoli, il cui scopo è appunto lo sviluppo edilizio a favore del proletariato.

Quartieri popolari che hanno rappresentato il degrado della città

Grazie alle case popolari, a Napoli sono sorti interi rioni, per anni abbandonati a sé stessi: niente servizi e nessun tipo di infrastruttura sociale. Destinate originariamente alle famiglie numerose di operai con basso reddito, attualmente per ottenenere l'asseganzione di una casa popolare bisogna partecipare al bando annuale tramite l'ente IACP: requisiti essenziali sono la residenza nella zona di assegnazione e lo svolgimento di un lavoro nella stessa zona che fornisca un reddito al di sotto dei limiti fissati dal bando, diversi di anno in anno. Vediamo in particolare quali sono i quartieri popolari della città.

Fuorigrotta/La Loggetta: noti quartieri INA-CASA che con il tempo si sono evoluti, con l'aggiunta di palazzine non popolari, divenedo due tra i migliori della città per servizi e infrastrutture. La zona INA-CASA è formata da palazzine costruite in cemento armato, i cui alloggi vanno assegnati ai lavoratori del settore siderurgico. Attualmente è possibile trovare in affitto o in vendita questo genere di appartamenti, ad un costo leggermente inferiore rispetto al mercato immobiliare della zona, se coloro che li hanno ottenuti dal comune decidono di trasferirsi. Ad esempio, un appartamento di 2 vani non supera un costo di vendita di 200.000 euro, diversamente da immobili che si trovano in un diverso genere di edificio, dai costi decisamente più alti. L'affitto di un appartamento popolare si aggira intorno ai 500 euro, mentre una casa in edificio signorile, a parità di dimensioni, costa anche 400 euro in più al mese.

Rione Traiano/Soccavo: poco distanti da Fuorigrotta, queste due zone sono oggi abbastanza vivibili rispetto al passato. Il rione Traiano, sorto negli anni '60, è un susseguirsi di file di edifici lungo ampi viali alberati ed estese vallate abbandonate, luoghi di gioco per i ragazzi. Oggi il rione è migliorato molto, può contare su sufficienti servizi, compresi mezzi di trasporto e ha una scolarizzazione più elevata. A Soccavo un appartamento di 5 vani in edificio popolare può essere acquistato ad appena 200.000 euro, davvero sottocosto rispetto alle tendeze del mercato.

Scampia/Secondigliano: espressione del malessere sociale e della illegalità, questi due quartieri sorgono negli anni '70 con la legge 167; ancora oggi questa zona di Napoli è nota per l'alto tasso di criminalità. Famose sono Le Vele di Scampia, palazzine popolari che, nonostante l'architettura innovativa, sono oggigiorno piuttosto degradate. Il mercato immobiliare delle case popolari in questa zona è praticamente fermo; coloro ai quali sono state assegante queste abitazioni difficilmente decidono di lasciarle, soprattutto per le alte cifre necessarie per vivere in altri quartieri della città.

Molti alloggi popolari vengono messi in vendita

Molti assegnatari di case popolari sono diventati proprietari degli alloggi grazie alle agevolazioni previste negli anni passati. I soldi ricavati dalle vendite dovevano servire a dare il via a nuovi piani di edilizia popolare. Il progetto non è stato realizzato: le case popolari a Napoli sono oramai una chimera per tanti.

casa.excite.it fa parte del Canale Blogo Donna - Excite Network Copyright ©1995 - 2016