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Cedolare secca: al via la nuova opzione sugli affitti

Il 7 aprile è entrato in vigore il nuovo provvedimento dell'Agenzia delle Entrate che permette di evitare di pagare l'imposta di bollo e registro al momento della registrazione di un contratto di affitto, e le relative addizionali Irpef sui redditi da locazione, scegliendo l'opzione unica della cedolare secca. Con questo meccanismo è possibile pagare un prelievo sostitutivo, che varia dal 21 al 19%, anzichè un'imposta basata sulle aliquote Irpef che, nella maggior parte dei casi, si rivelano più alte.

La cedolare secca riguarda solo gli affitti ad uso abitativo e intestati a persone fisiche, pertanto ne sono esclusi negozi e locali commerciali locati ad imprese o terze parti. Dall'8 aprile quindi chiunque scelga questa opzione può avvalersi del Siria, il Servizio Internet per la Registrazione dei contratti relativi ad Immobili adibiti ad Abitazione, una procedura telematica semplificata con cui si possono regolarizzare i nuovo contratti d'affitto a partire da oggi fino al prossimo 6 giugno.

Va sottolineato che la scelta dell'opzione della cedolare secca è facoltativa. In alcuni casi infatti il calcolo delle vecchie aliquote Irpef può rivelarsi più conveniente. Vediamo come. Per il calcolo della cedolare secca sono previste due aliquote: il 21% per i contratti a libero mercato; il 19% per i contratti a canone fisso, concordato tra proprietario e inquilino, e in Comuni con alta densità abitativa. La percentuale va calcolata sul 100% del canone annuo. L'aliquota Irpef invece si attesta sull'85% del canone annuo per i contratti liberi e sul 59,5% per quelli fissi. Pertanto, facendo un rapido confronto, le categorie più avvantaggiate dalla cedolare secca sono le fasce di reddito più alte, mentre per i redditi bassi rimane più conveniente pagare l'Irpef.

Notevoli comunque i vantaggi per le nuove registrazioni. La scelta della cedolare in fase di registrazione del contratto di affitto comporta la rinuncia da parte del proprietario di un aggiornamento del canone annuo, anche sulla base della variazione dell'indice Istat, che favorisce l'inquilino a fronte del beneficio fiscale del proprietario. Di conseguenza si calcola che possano aumentare le registrazioni dei contratti d'affitto anche ove non previsto, vista l'abolizione delle imposte di bollo e la possibilità di registrare i contratti direttamente online, messa a diposizione dai servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate. Per i contratti già in corso, l'opzione della cedolare scelta dal proprietario dovrà essere comunicata all'inquilino tramite raccomandata, anche se comunque non è possibile recuperare le imposte già versate negli anni precedenti.

Per il 2011 va pagato l'acconto dell'85% entro novembre, oppure dilazionato in due rate: il 40% entro giugno e il restante 60% a novembre. I contratti stipulati entro il 31 maggio pagano solo a novembre, mentre quelli registrati dal 1 novembre in poi non devono versare nessun acconto. La valenza della cedolare secca non è solo quella di semplificare le operazioni di registrazione di locazione, ma si prefigge di far emergere quelle locazioni finora in nero, applicando le dovute sanzioni a chi non si metterà in regola entro i termini stabiliti. A garantire il recupero delle evasioni sono i Comuni che in questa occasione sono chiamati ad indagare sugli immobili del loro territorio alla ricerca di eventuali case dichiarate erroneamente vuote.

photo © Tax_Rebate su Flickr

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