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Classificazione energetica dei locali commerciali

L’attenzione ai consumi energetici necessari per l’utilizzo degli ambienti nei quali vive l’uomo è diventata negli anni sempre più importante. L’obiettivo non è (o non è solo) far risparmiare l’utente dell’edificio, ma ha una ragione più generale di sostenibilità ambientale e riduzione dei consumi di risorse naturali. In questo articolo parleremo specificatamente della classificazione energetica dei locali commerciali.

Quando è necessaria

La decisione di avere normative riguardanti la certificazione e la classificazione energetica degli edifici è stata presa a livello europeo tramite direttive che devono essere recepite dai paesi membri, la prima delle quali risale al 2002. Ciascun paese membro adatterà quindi queste normative alle condizioni anche climatiche del paese stesso. In Italia, esiste una linea guida generale contenuta nei Decreti Ministeriali datati 2009 e 2012. Se ritenuto necessario, le regioni possono modificare, in direzione restrittiva, queste normative.

All’atto pratico, queste normative prevedono che per la vendita di immobili, siano essi ad uso abitativo o commerciale, occorre l’Attestato di Certificazione Energetica (ACE). L’ACE è un documento realizzato da professionisti che, alla luce di valutazioni dettagliate circa le caratteristiche dell’edificio e degli impianti tecnici di riscaldamento, climatizzazione, illuminazione e, se presenti, di produzione di acqua calda e/o energia elettrica tramite pannelli solari, stabilisce a quale classe energetica appartiene l’edificio. Un altro parametro considerato è l’emissione di CO2.

Negli immobili di nuova costruzione l’ACE è necessaria anche per il rilascio dell’abitabilità. Un altro ambito per il quale è richiesto questo documento è relativo all’ottenimento degli incentivi statali legati al miglioramento di efficienza energetica degli immobili.

Il risultato di questo lavoro di certificazione è riassunto in una tabella chiamata Indice di Prestazione Energetica (Epi) sulla quale sono riportate le otto classi di efficienza possibili, che vanno da A+ a G. Graficamente sono indicate con frecce colorate di lunghezza man mano crescenti, dall’alto verso il basso, che vanno dal verde (massima efficienza, A+) al rosso (minima efficienza, G) e l’indicazione del posizionamento dell’edificio in questione.

L’Epi indica l’energia richiesta annualmente dall’edificio. Questo parametro si misura in kilowattora per metro quadrato annui (kWh/m2 anno) per gli edifici residenziali, mentre la classificazione energetica dei locali commerciali riporta l'Epi in kilowattora per metro cubo all’anno (kWh/m3 anno).

Quando la certificazione energetica non è obbligatoria

La certificazione e quindi anche la classificazione energetica locali commerciali talvolta non è obbligatoria. Con il Decreto Ministeriale del 28 dicembre 2012 sono stati meglio precisati questi casi, che qui riassumiamo per sommi capi.

L’ACE non è necessaria in tutti i casi non sia richiesto un confort abitativo standard, quali ad esempio le autorimesse, i parcheggi multipiano, i depositi, oppure nei fabbricati industriali o artigianali non residenziali nei quali il riscaldamento è ottenuto tramite gli impianti presenti necessari per la produzione.

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