Contratto di locazione ad uso abitativo di natura transitoria

Il contratto di locazione ad uso abitativo di natura transitoria si differenzia dai più comuni contratti d'affitto liberi per la brevità del periodo di locazione: condizione fondamentale che non può essere modificata.

Che cos'è un contratto di locazione transitorio

Concepito particolarmente per rapporti di breve durata come possono esserlo ad esempio gli affitti agli studenti o ai lavoratori fuori sede, il contratto di locazione ad uso abitativo di natura transitoria ha una durata prestabilita che parte da un minimo di 30 giorni fino a un massimo di 18 mesi, non rinnovabili. Il canone d'affitto è concertato, cioè deve rientrare nei parametri stabiliti sulla base degli accordi territoriali relativi ai canoni concordati. I contratti tipo riguardano 11 aree metropolitane: Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Catania (compresi i comuni limitrofi). Altrove il canone rimane libero.

Come stipulare un contratto ad uso transitorio

La stipula di un contratto transitorio è disciplinata dalla legge 431 del 1998, articolo 5. In primo luogo, la condizione di transitorietà dev'essere ben specificata sul contratto e confermata dal proprietario con una lettera raccomandata prima della scadenza. Vige l'obbligo di depositare una cauzione, pari a 2 o 3 mensilità, che il proprietario è tenuto a restituire all'affittuario al termine del contratto, nel caso in cui, dopo aver esaminato l'abitazione, non risultino danni o modifiche all'aspetto originario. Il contratto va registrato all'Agenzia delle Entrate, anche online: l'imposta è pari al 2% del canone annuo (da pagare al 50% tra le due parti).

Diritti e doveri del proprietario e dell'affittuario

La durata del contratto non è rinnovabile a meno che non venga comunicato dal proprietario prima della scadenza: nel caso in cui il proprietario non si preoccupi di far valere la condizione o decada il vincolo di transitorietà abitativa, il contratto dovrà essere sostituito con un contratto libero 4+4. Inoltre, se dopo la scadenza del contratto, l'abitazione dovesse cambiare destinazione senza vincoli di transitorietà, il vecchio affittuario ha diritto ad un risarcimento di 36 mensilità. Da parte sua, l'affittuario ha il dovere di avvisare il proprietario almeno 3 mesi prima, in caso decida di lasciare l'abitazione in anticipo sui termini previsti dal contratto.

In breve

Stipulare un contratto di locazione ad uso abitativo di natura transitoria agevola il proprietario che ha solo una momentanea esigenza di affittare un'abitazione: condizione fondamentale, però da non trascurare. Un contratto che favorisce rapporti di locazione a breve termine e tutela, in alcuni casi, gli affittuari con canoni d'affitto concertati, evitando esborsi troppo onerosi.

Dorella Bianco

De Luca Salvatore questo credo sia il contratto ideale

2013-02-11 10:38:07
Maria Pia Rusconi

no

2013-02-14 17:44:43
Martina Maggi

quindi se non mi sbaglio se io faccio un contratto transitorio ora l'anno prossimo per rinnovare dovrei fare un 4+4...?

2013-08-30 09:05:25
Anna Rita Cattaneo

ma se l'esigenza di transitorietà è dell'inqulino vale ugulamente?

2013-09-13 12:23:34
Teresa Duca

la copia in originale del contratto resta al proprietario od all'affittuario?

2013-09-17 11:52:00
Teresa Duca

si

2013-09-17 11:52:22
Francesca Orzan

a me hanno detto che non vale questo tipo di contratto!!solo x problemi lavorativi giustificati cmq dal datore di lavoro / impresa!! non è così!?

2013-11-22 08:57:08

Le tipologia dei contratti di affitto non classici consentono maggiori flessibilità. Una valida soluzione sono anche gli affitti per brevi periodi.

2014-08-05 10:08:08

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