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Il mattone d'alta quota conferma il suo appeal

Resiste bene alla crisi il mercato delle case-vacanza in montagna specie se posizionato in fascia alta. I prezzi di vendita delle case d'alta quota europee hanno infatti manifestato una sostanziale stabilità nel corso degli ultimi due anni, come evidenziato dall'ultimo report Ubh, premiando le destinazioni di Francia, Svizzera e Austria.

La tenuta dei prezzi ha caratterizzato anche le località sciistiche nostrane, specie nel caso dei bi e trilocali situati in prossimità degli impianti. A fronte di una leggera flessione subita dalle destinazioni piemontesi, con un ridimensionamento contenuto comunque al di sotto dell'1% , Lombardia, Emilia Romagna e Veneto si sono mantenute invece zona pareggio. Bene le località turistiche di Val d’Aosta e Trentino con incrementi rispettivi dello 0,2% e 0,8% (dati Tecnocasa elaborati sul primo semestre).

A livello europeo il mercato sembrerebbe essersi perlopiù stabilizzato dopo il contraccolpo che nei mesi scorsi aveva colpito con particolare intensità le località montane francesi, dove le perdite registrate a inizio anno avevano toccato anche punte del 10%, contro il 5% subito dalle località austriache. Nel primo caso il mercato avrebbe beneficiato soprattutto dell'implementazione di nuovi comprensori sciistici, all'origine di una significativa espansione dell'offerta di seconde case.

Con riferimento alle destinazioni più prestigiose, i prezzi replicano i livelli di Coumayeur o Cortina, toccando i 18mila euro al metro quadro per uno chalet di lusso o ancora i 7mila di un monolocale posizionato in centro. Tra le località austriache più ambite si conferma Kitzbuhel, dove le abitazioni meglio posizionate si aggirano intorno ai 10 mila euro al metro quadro e dove la domanda più qualificata è orientata sia verso le tipiche residenze tirolesi che verso le ville con piscina o gli appartamenti hi-tech a tutto comfort.

(foto © Momentumski)

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