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Mutui: i più richiesti e i più erogati

I mutui fanno dietrofront. Dopo i minimi toccati la scorsa primavera, ritornano a crescere i tassi per l'acquisto dell'abitazione passati a dicembre dal 3,09% al 3,18% secondo le rilevazioni contenute nell'ultimo bollettino Bankitalia. Un movimento che si accompagna all'aumento della quota di pertinenza dei mutui a tasso fisso, contemplati il mese scorso al 68,8% delle erogazioni, contro il 32,7% registrato nel secondo semestre del 2010.

Una dinamica che a prima vista sembrerebbe per lo più condizionata dalle strategie degli istituti di credito, visto che, stando ai dati raccolti da MutuiOnline.it, le richieste di mutui a tasso variabile sarebbero state all'incirca il 62,1% nello stesso perioodo, mentre a fare richiesta del tasso fisso sarebbe stato il 35,5% dei mutuari. Più in particolare, le preferenze nel primo segmento sarebbero andate nel 40,4% dei casi al tasso variabile puro, contro il 21,7% accordato al cap rate.

Confrontando le richieste con i volumi effettivamente erogati, la voce tasso variabile puro si sarebbe ritagliata il 17,4% della torta complessiva (rispetto al 40,9% guadagnato della seconda parte del 2010), mentre il 12,8% dei contratti sarebbe stato modellato in forma cap rate (la corrispondente quota si era assestata in precedenza intorno al 24%).

Quanto alle modalità di reperimento del contratto più in linea con le proprie esigenze, la ricerca in modalità online sembrerebbe non solo riguardare soggetti mediamente più attenti alla qualità del proprio investimento, ma anche apparentemente caratterizzati da una capacità di spesa superiore alla media. A sostenerlo è l'Osservatorio del comparatore Supermoney, secondo cui gli utenti del portale effettuerebbeto ricerche per finanziamenti con rate intorno al migliaio di euro al mese, raddoppiando quasi l'importo medio opzionato dal mutuario offline.

(foto © dynamick)

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