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Mutuo: a 36 anni il contratto prima casa

L'economia tarda a decollare e, anche per effetto della debole occupazione, la situazione del credito permane fragile, ma l'investimento sul mattone difende la sua buona reputazione imprimendo un andamento positivo al mercato dei mutui. È la sintesi dei risultati emersi dall'Osservatorio sul Credito al Dettaglio curato da Assofin, Prometeia e Crif da cui è giunta conferma della tradizionale fama di solidità attribuita all'investimento sulla casa.

Il volume di mutui erogati sarebbe cresciuto infatti del 12,1% nel primo trimestre dell'anno consolidando il proprio andamento nei mesi successivi quando lo stesso indice avrebbe raggiunto quota +14,6%. La propensione all'investimento sembrerebbe inoltre essersi orientata verso i contratti di importo elevato, compreso tra i 101.000 e i 200.000 euro, e durata superiore ai 26 anni.

In linea con quanto segnalato anche dal rapporto sui mutui prima casa pubblicato da Bankitalia, i dati dell'Osservatorio Assofin Crif e Prometeia fotografano inoltre il crescente favore tributato ai mutui a tasso variabile, rappresentativi del 73% del totale dei contratti erogati, a fronte del dato molto più ridotto (48%) espresso dalle famiglie italiane verso questa stessa tipologia nel 2009.

A che età si richiede mediamente il primo mutuo? Secondo l'analisi del comparatore specializzato Mutui.it, il fatidico momento giunge intorno ai 36 anni: l'esborso medio richiesto per il finanziamento della prima casa è di circa 160mila euro. Nel 12% dei casi si sceglie di ricorrere a una richiesta di finanziamento a rata costante mentre circa un terzo di quanti fanno richiesta di un mutuo prima casa valuta un preventivo con finanziamento a tasso variabile.

(foto © diariodiunaweddingplanner)

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