Excite

Nuda proprieta': tutti i vantaggi e le limitazioni

Il bilancio delle compravendite effettuate nel 2010 ha messo in evidenza, complice la crisi economica, una notevole crescita dell'acquisto di nuda proprietà per quanto riguarda gli immobili ad uso residenziale.

In sostanza, con il termine "nuda proprietà" si intende la proprietà di un immobile ma non il suo usufrutto, riservato al venditore o al possessore precedente fino alla sua morte. Questo investimento si rivela vantaggioso sia per il compratore, che acquista un immobile a prezzo ridotto, sia per il venditore, che mantiene il diritto di continuare a vivere nella sua abitazione e gode della liquidità.

I vantaggi del compratore sono molteplici. Innanzi tutto il prezzo. L'acquisto della nuda proprietà di un immobile è condizionato principalmente dall'età del venditore: più alta l'età, minore è il coefficiente di sconto. I venditori infatti sono in genere persone over65, pensionati minimi che, vendendo la nuda proprietà, si assicurano una certa liquidità in denaro per il futuro. Si calcola in media un risparmio che varia dal 20 al 50% sul prezzo di mercato, determinato anche dalle condizioni dell'abitazione, dal numero di persone usufruttuarie e dalla zona di ubicazione.

Il compratore può godere anche delle agevolazioni previste per l'acquisto della prima casa, anche se nel concreto non potrà godere del completo usufrutto della proprietà fino alla morte del venditore che detiene il diritto di abitarvi, salvo diverse disposizioni contrattuali. Un investimento quindi proiettato nel futuro, consigliato principalmente a padri di famiglia che intendono intestare gli immobili a figli o congiunti vari.

Il vantaggio per il venditore è quello di mantenere l'usufrutto della propria abitazione anche dopo la vendita, fino alla morte o entro un periodo determinato in fase di contratto. L'usufruttuario può quindi, se vuole, anche affittare o vendere l'usufrutto a terze persone, purchè esse rispettino i termini previsti dalla vendita della nuda proprietà.

Sono a carico dell'usufruttuario le spese di manuntenzione ordinaria dell'abitazione (riparazioni interne, spese condominiali, etc.) e il pagamento dell'ICI. Colui che gode dell'usufrutto non può modificare nè ristrutturare l'immobile senza il consenso del proprietario, che è tenuto da parte sua a pagare solo le spese straordinarie di manutenzione.

foto © inserzioneworld.it

casa.excite.it fa parte del Canale Blogo Donna - Excite Network Copyright ©1995 - 2017