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Il preavviso di sfratto per finita locazione

Le casistiche che possono portare allo sfratto di una abitazione sono essenzialmente quattro: gravi inadempimenti da parte dell’inquilino, mancati pagamenti del canone di affitto o di spese condominiali accessorie, importanti necessità da parte del proprietario (regolate da apposite leggi) e, naturalmente, il termine del contratto di locazione. In questo articolo prenderemo in esame un importante passo di quest’ultimo caso, cioè il preavviso di sfratto per finita locazione.

Ricordare le date!

Se escludiamo tipologie di contratto di affitto particolari, come quelli a studenti o i contratti cosiddetti transitori, i tipici contratti di locazione possono essere a canone libero, della durata pari a quattro più quattro anni, o a canone concordato, che durano tre più due anni.

Se, all’avvicinarsi della scadenza degli otto anni o dei cinque anni (secondo i casi), ne’ l’inquilino ne’ il proprietario manifestano particolari intenzioni di lasciare l’immobile o di non rinnovare il contratto, il contratto di locazione stesso è da considerarsi tacitamente rinnovato alle condizioni precedenti.

Questo vuol dire che se il proprietario dell’immobile non intende rinnovare il contratto di affitto, è indispensabile che invii una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno con il cosiddetto “preavviso di sfratto per finita locazione”.

La lettera deve esere inviata almeno sei mesi prima della data di cessazione del contratto di affitto. Se questo non avviene, l’inquilino può rimanere nella casa affittata senza il pericolo di uno sfratto, che può avvenire solo se è stato recapitato il preavviso citato precedentemente.

Qualora si sia inviato il preavviso e l’inquilino, dopo la data di cessazione del contratto, continua a rimanere nella casa affittata e non manifesta nessuna intenzione di liberarla, si possono iniziare le procedure, in questo caso giudiziarie, per ottenere lo sfratto vero e proprio.

I tempi per lo sfratto

Dopo il preavviso di sfratto per finita locazione, se l’inquilino rimane nell’abitazione deve comunque continuare a pagare il canone, maggiorato del 20%. Se diventasse moroso a causa del mancato pagamento, le procedure di sfratto sarebbero molto più veloci, o, almeno, possiamo dire che le procedure dello lo sfratto per morosità sono più veloci che non nel caso di finita locazione. Infatti, in situazioni particolari di sfratto per finita locazione, l’inquilino può chiedere la proroga dello sfratto di 6 mesi. Questo termine può essere protratto fino a 18 mesi se l’affittuario ha più di 65 anni, è portatore di handicap oppure è in condizioni lavorative particolari come la cassa integrazione.

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