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Roma e Milano nella top 5 europea del mattone ad alta redditività

Il crollo delle quotazioni degli immobili, il rafforzamento dell’euro rispetto a valute come il dollaro e la sterlina, in alcuni casi, la promessa di una fiscalità meno onerosa di alcuni Paesi, hanno spinto gli acquisti di case all’estero da parte degli investitori nostrani. Secondo i dati di Scenari Immobiliari saranno 35 mila le unità abitative acquistate all’estero nel corso di quest’anno, con un incremento del 19% rispetto al 2008.

Italiani esterofili dunque, ma investire a casa propria converrebbe di più. É quanto ha rilevato l’ufficio studi di idealista.it che ha stimato la redditività dell’investimento immobiliare attraverso il calcolo del price earning ratio (prezzo medio di un immobile in rapporto al canone medio annuo che occorre pagare per affittarlo), indice utilizzato in finanza per valutare l’ottimizzazione di un investimento con criteri oggettivi e misurabili.

Risulta che acquistare casa a Milano o a Roma ripagherebbe l’investimento nel giro, rispettivamente, di 22 anni e 24 anni. Un risultato che comparato con i dati globalpropertyguide.com sulle città più care d’Europa le colloca al top delle città più profittevoli relativamente al settore immobiliare, subito dopo Bruxelles, Amsterdam e Berlino. Secondo Vincenzo De Tommaso, portavoce di idealista.it, “la crisi ha senz’altro aumentato la curiosità degli investitori verso nuovi mercati, più vantaggiosi sotto il profilo fiscalità e dei prezzi. tuttavia il nostro Paese conserva un livello invidiabile di profittabilità dell’investimento inoltre, dato non trascurabile di questi tempi, presenta il vantaggio di un mercato più stabile rispetto a quelli stranieri”.

E per chi investe fuori dall’Europa? Tokyo (18 anni) è l’occasione, New York (27 anni) è più accessibile dopo la bolla immobiliare, mentre Mosca e Shangai (29 anni) sono ancora sopravvalutate.

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