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Spese per l'acquisto della seconda casa da privato: imposte di registro e le altre

Le tasse sugli immobili sono aumentate molto negli ultimi anni e tanto si sono differenziate rispetto al periodo precedente. In particolare sono state colpite, oltre alle prime case, le seconde case. Nonostante questo inasprimento fiscale e la crisi del mercato immobiliare, l’acquisto di seconde case continua. In particolare continua con l’acquisto da privati che prevede tutta una serie di importi da pagare.

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Motivazioni all'acquisto della seconda casa

In linea di massima ci sono solo due o tre motivazioni che spingono le persone all’acquisto di una seconda casa. Innanzitutto per investimento, per garantirsi una rendita con un affitto, o per evitare i pericoli della svalutazione del capitale. Una seconda possibilità è quella di acquistare l’immobile per destinarlo all’abitazione dei figli o di qualche parente. In questo caso è possibile che la seconda casa resti per poco tempo nella disponibilità dell’acquirente.

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Terza, e meno frequentata possibilità, è quella legata all’acquisto di un immobile per le vacanze al mare o in montagna. In tutti e tre questi casi ci sono delle spese da sostenere se la casa viene acquistata da dei privati e non dall’impresa costruttrice.

Imposta di registro ed altre imposte

Dal primo gennaio del 2014 è stata modificata l’imposta di registro riguardante l’acquisto di una seconda casa da un privato. In sostanza sono state diminuite le imposte per chi acquista da privati ed aumentate per chi acquista dalle imprese costruttrici. Nel caso di acquisto da privati innanzitutto non si paga alcuna Iva.

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L’imposta di registro nel caso di acquisto da impresa costruttrice è pari a duecento euro. Nel caso di acquisto da privati è pari al nove per cento e viene valutato sulla base della rendita catastale dell’immobile modificata. In questo caso c’è stato un aumento dal 7% al 9% ma complessivamente il costo a carico dell’acquirente è diminuito. Restano da valutare l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale che dal primo gennaio 2014 sono entrambe fissate a cinquanta euro.

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