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La tassazione per gli affitti a canone concordato

La tassazione degli affitti a canone concordato è il motivo che rende questo tipo di locazione la più conveniente da quando non esistono più le formule in equo canone. La formula è molto conveniente sia per gli inquilini, sia per i proprietari che pagano una cedolare secca pari al 15 %.

Affitti a canone concordato

La tassazione per gli affitti a canone concordato prevede sgravi a carico del proprietario, tali da far risparmiare anche chi decide di prendere in affitto l'immobile.

Dalla scomparsa dell'equo canone, il canone concordato risulta l'opzione più vantaggiosa sia per chi dà che per chi prende in affitto un bene immobile.

Il comune, sentite le principali associazioni locali in materia di locazione, devono stabilire una valutazione degli immobili che si basa su parametri quali il quartiere, stabile, tipologia, ecc per individuare un range entro cui deve essere contenuta la richiesta e che deve risultare più bassa del prezzo di mercato.

Gli affitti a canone concordato rispetto ai contratti liberi durano meno: non 4 + 4, bensì tre anni più due di rinnovo automatico alla prima scadenza o, in alternativa, 3 se c'è un accordo tra le parti. Inoltre, questo tipo di locazione prevede delle agevolazioni fiscali per i proprietari che variano a seconda dei comuni.

I bonus previsti sono tre:

  1. il canone imponibile ai fini irpef è del 66,5% se non si sceglie la cedolare secca, anziché l'85%,
  2. l'imposta di registrazione (che proprietario e inquilino devono di norma pagare metà per uno) è dell'1,4% annuo sul valore del canone, anziché del 2%,
  3. per chi sceglie l'opzione della cedolare secca, l'aliquota unica è ridotta dal 21% al 15%.

Inoltre, ogni comune può prevedere detrazioni maggiori o aliquote Imu ridotte e sono stabilite detrazioni fiscali sulla dichiarazione dei redditi di 495,80 euro per redditi minori o uguali a 15.493,71 euro, oppure di 247,90 euro per tetti di 30.987,41 euro.

Conclusione

Gli sgravi sulla tassazione per gli affitti a canone concordato, rende questa tipologia di contratti molto convenienti rispetto a quelli standard. Il contratto a canone concordato non prevede durate brevi (da uno a 18 mesi) e mentre non trova spazio nella città di Milano spopola a Bologna, Firenze, Roma e soprattutto nella zona dell'Italia centrale.

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