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Le tasse sulle case da acquistare all'estero

Dal 2012 l'IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili situati all'Estero) è una delle tasse obbligatorie sulle case da acquistare all'estero. Questa imposta è stata istituita con il decreto legge n. 201/2011 e prevede che si applichino termini, condizioni ed ammende esattamente come accade per le imposte sul reddito delle persone fisiche.

Le tasse sugli immobili esteri

Dal 2012 l'IVIE è una delle tasse sulle case da acquistare all'estero di cui deve tener conto un contribuente italiano che intende possedere immobili oltre confine.

L'Imposta sul Valore degli Immobili situati all'Estero, una specie di mini Imu, è obbligatoria per:

  • tutti i proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni a qualsiasi uso destinati,
  • tutti i titolari dei diritti reali di usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi,
  • tutti i concessionari, nel caso di concessione di aree demaniali,
  • tutti i locatari, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria.

La tassa sugli immobili situati all'estero è calcolata secondo un'aliquota dello 0,76% sul valore degli immobili, proporzionalmente ai mesi dell'anno di possesso reale effettivo. Se l'importo non supera il valore di 200 euro, l'imposta non è dovuta.

Nel caso in cui lo Stato estero in cui si trova la proprietà preveda il versamento di una tassa patrimoniale, dall'IVIE è possibile dedurre un credito pari all'ammontare della tassa patrimoniale stessa, per evitare di subire ingiustamente una doppia tassazione.

Nel caso in cui si tratti di abitazione principale l'aliquota è ridotta allo 0,4% e sono previste una detrazione di 200 euro oltre 50 euro per ogni figlio residente che deve compiere ancora 26 anni. In ogni caso l'ammontare dei benefici fiscali non può superare i 400 euro.

Conclusione

Tra le tasse sulle case da acquistare all'estero, l'IVIE è quella che "sostituisce" l'Imu e prevede un'aliquota dello 0,76 da applicare al valore totale dell'immobile. La percentuale di calcolo scende allo 0,4% nei casi in cui si tratti di abitazione principale e prevede alcune detrazioni contenute nel decreto legge di attuazione n. 201/2011.

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