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Casa: Italia quinta per costi di compravendita

Aquistare o vendere una casa in Italia richiede costi complessivi tra i più alti a livello dei Peasi più industrializzati. Lo rivela uno studio Ocse che ha preso in considerazione 33 nazioni e più in particolare il computo di tasse, imposte di registro, costi notarili e commissioni incassate dalla agenzie immobiliari.

In questa poco invidiabile classifica il nostro Paese compare per l'esattezza al quinto posto con un importo pari al 12% del valore della proprietà, di cui un 8% ricade in particolare sull'acquirente. La performance della penisola è superata da quella del Belgio, che apre la lista con il 14%, mentre a seguire si piazzano Francia, Grecia e Austria. La situazione appare invece estremamente più favorevole in Danimarca e Islanda, che si guadagnano l'etichetta di più virtuosi con costi complessivi inferiori al 4%.

Il risultato migliora se si passa all'ambito dell'affitto considerando le garanzie a tutela dell'inquilino, particolare voce in cui l'Italia si ritaglia la settima posizione della classifica. L'analisi non manca di evidenziare come costi eccessivi abbiano ricadute sulla mobilità residenziale esercitando di conseguenza anche conseguenze possibili in termini di andamento occupazionale, ragio per cui un ripensamento del sistema tributario risulta in alcuni casi vitale.

Anche la favorevole dinamica dei finanziamenti può agire naturalmente in favore della mobilità residenziale anche se, come puntualizza lo studio Ocse, non sempre un regime troppo elargitivo esercita un influsso del tutto positivo visto il rischio di bolla in assenza di un'accurato monitoraggio da parte degli istituti di credito. Esempio emblematico ricordato dal rapporto è il mercato Usa dove nel 2007 il 22% di chi acquistava casa non era chiamato a pagare alcun acconto.

(foto © Pardee Homes)

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