Excite

Vendita case: il rispetto delle distanze

Non si tratta di un semplice fatto di riservatezza, ma anche di una questione di salubrità, sicurezza e igiene: il rispetto della distanza minima tra due edifici dotati di pareti finestrate che si trovano in posizione antistante l'uno all'altro è una materia di vitale importanza, anche per evitare i ricorrenti dissaporti tra dirimpettai che si sentono troppo vicini l'uno all'altro.

Il vincolo non prevede deroghe, come ribadito da una recente sentenza che ha riaffermato l'obbligo per tutti i Comuni di rispettare la prescrizione al momento di predisporre o aggiornare gli strumenti urbanistici di competenza. Tale limite inviolabile, che deve obbligatoriamente intercorrere tra le pareti di due edifici antistanti dotati di finestre, è di 10 metri e va calcolato considerando tutti i punti dell'immobile, non esclusivamente la parete principale e anche nel caso che le pareti considerate non siano allineate in modo parallelo.

Una vincolo, questo, che riguarda i nuovi edifici e da cui sono esentati i centri storici, in cui non si costruisce ex novo. Anche lo sbalzo prodotto dai balconi partecipa al calcolo della distanza minima, poiché questi sono considerati corpi di fabbrica che contribuiscono a determinare il volume complessivo dell'immobile: la regola coinvolge infatti tutti gli elementi costrutivi contraddistinti dalla solidità e dall'immobilità indipendentemente dalla funzione, a meno che questa non sia puramente estetica e in presenza di dimensioni contenute.

Il limite di dieci metri va applicato indipendemente dall'altezza degli edifici considerati, nonché dall'andamento parallelo delle loro pareti, e dunque anche in riferimento a un singolo segmento delle pareti stesse. La regola gode di piena validità anche nel caso di norme contrastanti presenti all'interno degli strumenti urbanistici locali.

(foto © Italianjob17 via Flickr)

casa.excite.it fa parte del Canale Blogo Donna - Excite Network Copyright ©1995 - 2017